Enterite del turista

Da qualche giorno il Ministero della Salute ha divulgato  le raccomandazioni per il controllo e la prevenzione dell’influenza per la stagione 2017-18. Certo che, sdraiato sul lettino sotto l’ombrellone e con 40°, o in ammollo nelle nostrane calde acque, l’influenza non rientra nelle mie priorità, mi allarma sicuramente di più una improvvisa, sgradevole, dirompente enterite estiva. Ma quanto, in entrambe le situazioni, realmente sono attento a quelle piccole accortezze che se non proprio annullano il rischio di ammalare, riducono significativamente la probabilità ? Ma che importa, tanto un farmacista che mi vende un astringente intestinale, o mi allunga un antinfiammatorio, lo trovo. E poi che barba alle tante attenzioni che devo attuare, finisco di campare. E’ più comodo all’occorrenza impasticcarmi e via. Ma faccio proprio del bene al mio organismo? Credo che il mio stomaco me ne dica di tutti i colori quando invece di buttargli dentro una bevanda fresca, gliela mando ghiacciata (e se sono sudato tanto meglio); e sento il mio corpo che mi maledice quando nella camera ho programmato il fresco a 21° e fuori sono 35°. Però, malgrado le mie maniacali attenzioni mi viene lo stesso un accidente e dopo aver passato una notte sul vaso ( senza altri disturbi), ho la pazienza di affrontare il problema partendo dal cibo? Evitando al mio organismo, in una prima fase, anche l’aggressione chimica di farmaci? Provo a ripristinare la flora batterica intestinale, fondamentale per una corretta funzione dell’apparato? E cerco di scoprire come mi può aiutare la natura ad alleviare i sintomi più invalidanti? O premio la chimica industriale e risolviamo rapidamente il quadro? Bel dilemma. E le conseguenze nel tempo di comportamenti da farmaco e via? Chi può dirlo. Di sicuro, quando è possibile, aiutare questa splendida macchina qual è il nostro corpo, con rimedi e presidi naturali dovrebbe essere la nostra priorità, ma spesso ciò che ci circonda, la frenesia di tutti i giorni, il bombardamento mediatico (informativo ?), ci spinge a mettere da parte la ragione. Pausa, un bel respiro e… riflettiamo.

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