Come mi sto avvelenando!

Vivendo in un paese “occidentale”, quotidianamente vengo in contatto con sostanze tossiche, una parte di origine esterna, un’altra ci penso io stesso a produrla nel mio organismo. Comincio da quest’ultima. Oggi, un po’ tutti abbiamo fatto conoscenza con i radicali liberi, sostanze che si sviluppano nelle nostre cellule come risultato dell’attività per produrre energia. La loro pericolosità deriva dal fatto che essendo una sostanza chimica instabile, ovvero mancante di un elettrone, dove può ruba un elettrone alterando l’equilibrio della molecola colpita. Siccome la nostra macchina è (scusate la presunzione) semplicemente perfetta, l’organismo stesso ha sviluppato delle sostanze (tra cui superossididismutasi, melatonina, glutatione), che provvedono a neutralizzare i radicali liberi, ma se il mio modo di vivere fa si, che se ne producano molti di più, rispetto a quelli neutralizzabili, essi si accumulano con conseguenze negative. La mia alimentazione è sbagliata (troppe proteine e grassi animali), fumo, bevo molto alcool, ci scappa qualche droga, attività fisica intensa, ansia, depressione e stress … il mio contributo all’auto avvelenamento endogeno è garantito. Adesso aggiungo quello esterno. Radiazioni ultraviolette, alterazione del ritmo naturale del proprio orologio biologico, eccessiva assunzione di farmaci, ma soprattutto l’esposizione ad un ambiente inquinato. Qui tra i prodotti chimici di sintesi, i pesticidi svolgono il ruolo di protagonisti (è di queste settimane la caccia all’uovo col fipronil). Non li vedo, non li sento e oltre che respirarli, li introduco nel mio organismo tramite il cibo. La carne animale ne contiene nove volte di più rispetto a frutta e verdura. E l’acqua? Lo sviluppo tecnologico del XX secolo, ha portato sicuramente a scoperte di assoluto rilievo ma ha avvelenato l’ambiente con inquinanti di vario genere, e penso alla mia splendida, complessa macchina biologica e alla fatica che fa per stare al passo con i tempi. E con piacere devo dire che malgrado l’impegno che ci metto per uccidermi, ancora non sono morto. Alla prossima per discutere come possiamo aiutarci.

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