… si ricomincia!

L’estate è agli sgoccioli, le vacanze sono solo un, si spera, piacevole ricordo, si ripongono ciabatte, calzoncini, bikini, si rispolverano giacca, cravatta, camici, tute e quant’altro. Allo specchio l’abbronzatura non maschera qualche chilo recuperato, per cui non è l’indumento che si è ristretto. Si fanno strada i buoni propositi, da domani dieta ferrea, attività fisica intensa, obiettivo il rapido raggiungimento del peso forma. E poi, abbiamo ripreso la nostra attività solo da qualche giorno e già si fa sentire “la cervicale”, i doloretti muscolari qua e là, e quest’addome che si gonfia per un’insalatina con tramezzino. La sindrome del tran tran. Sui testi sacri e negli studi medici importanti la diagnosi è sicuramente più elegante. Lascio ad un altro spazio le considerazioni sulle diete post vacanze e mi soffermo sull’attività fisica che ho deciso di iniziare o riprendere. In entrambi i casi, ma soprattutto se intendo orientarmi verso un impegno fisico di rilievo, prima di indossare gli indumenti sportivi, al di là del certificato per la struttura, è bene che metta in atto gli accorgimenti necessari per svolgere l’esercizio con sufficiente sicurezza. La riflessione è rivolta in particolar modo ai soggetti “sani”, o che almeno tali si ritengono. Tralascio l’approfondimento sulle abitudini del “singolo” alcool, tabacco, obesità o la genetica, anche se quest’ultimo elemento va tenuto in grandissima considerazione nella predittività di quadri morbosi anche gravi, per consigliare un minimo di controlli strumentali e di laboratorio. Niente di particolarmente sofisticato o dispendioso, ma oltre al controllo specifico se sto seguendo una terapia farmacologica, un’occhiata alla funzionalità renale, epatica, un assetto lipidico, una glicemia basale e un’emoglobina glicata, per avere un minimo di notizie su come gira al nostro interno. Quello a cui non bisogna assolutamente rinunciare è l’elettrocardiogramma (ECG). Ma qui mi permetto di proporre, senza scivolare nell’esagerazione o allarmismo, l’ECG sotto sforzo. Questa metodica, per nulla invasiva e di facile esecuzione permette di scoprire situazioni che ancora non ci danno segni clinici e che l’ECG basale non può rilevare. Poi per i più accaniti, ma questo vale anche per i giovanissimi che iniziano e svolgono attività importanti (esempio le scuole calcio), aggiungere un controllo ecocardiografico dovrebbe essere il primo passo per potersi divertire con sufficiente tranquillità.

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *