Pianeta Sanità

Negli ultimi giorni le cronache “sanitarie” spaziano dalla babilonia interpretativa delle norme vaccinali evidenziate dalla sindaca di Roma, all’allarme dell’Anaao Assomed sul rinnovo contrattuale degli ospedalieri, alla soddisfazione che oggi iniziano le trattative per MMG e Pediatri ma con sindacati in ordine sparso, alle minacce dell’INPS ai MMG per le certificazioni di malattia che gli ospedalieri non redigono inviando il paziente al proprio medico. In una parola CAOS! Che poi tutto sommato rispecchia quello che è il Paese. Non si riesce a scrivere una legge in lingua Italiana in modo che da nord a sud una volta letta capiscano tutti la stessa cosa. Quelle rare volte in cui una norma è indiscutibile, come il rilascio del certificato di malattia alla dimissione, non solo non viene applicata da molti ospedali (omissione d’atti d’ufficio), ma viene altresì minacciato dall’INPS il MMG per il mancato inoltro. E che dire dei rinnovi contrattuali? Agli ospedalieri viene detto che le fasce alte non avranno aumenti, ai MMG si prospetta un 30% dell’attuale retribuzione legato alla produttività. Per non parlare degli specializzandi e del 118 in Sicilia. Da una parte il potere politico innesca malumori e allarmi, dall’altro enfatizza l’aumento del PIL e la diminuzione della disoccupazione. Ma come si fa a mantenere una tensione così alta in un settore, quello della salute, che per un Paese civile è espressione di benessere, efficienza e di riflesso ricchezza? I finanziamenti al settore salute sono investimenti, ma in un Paese normale. Purtroppo in Italia al tavolo della salute giocano l’Istituzione, il Medico, il Paziente e … la corruzione. Anziché togliere il marcio, chissà perché è più comodo fare tagli ai finanziamenti. L’assistenza di base è una lotta continua medico-paziente, medico-istituzione; i posti di PS sono avamposti di un fronte di guerra, in ospedale per fare una ernioplastica devo sperare che mi si strozzi. Di quel fiore all’occhiello che era il pianeta sanità è rimasto forse solo l’occhiello. Non per ripetermi, ma siamo proprio sicuri che la colpa sia solo e sempre degli altri?

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