Ci facciamo un goccio?

Ottobre, uva, vendemmia, vino … alcol. Ecco l’indiziato l’alcol etilico (etanolo). Fa bene, fa male? Quanti studi su questa sostanza, giudizi più spesso negativi che positivi su eventuali benefici alla nostra salute. Di recente un lavoro pubblicato sul “Journal of the American College of Cardiology” ha sentenziato che l’apporto dell’alcol contenuto nel vino bevuto in quantità lieve o moderata (1-2 bicchieri per l’uomo, ½ -1 bicchiere per la donna, al giorno), riduce la mortalità rispetto a chi non beve o beve molto. E qui nasce l’enigma. Va detto subito che l’alcol etilico è una sostanza che ha un’azione depressiva sul sistema nervoso centrale, tanto che un’assunzione elevata e rapida di alcol può portare a morte. Il cervello si adatta rapidamente alle assunzioni di alcol (ma non è un buon segno), tanto che i forti bevitori sviluppano una maggiore tolleranza a livelli elevati di alcol (anche questo ribadisco non è un segno positivo). Inoltre l’etilista cronico può sviluppare gravi patologie epatiche. Ma se bevo in quantità lieve o moderata pare che possa averne dei benefici. Ma quel lieve e moderato va bene per tutti? Certo che no. Ognuno di noi è una storia a se, ha il proprio corredo genetico, si porta al seguito qualche quadro morboso (plurimetabolico), prende determinati farmaci. Variabili che possono interferire nel metabolismo anche di piccole quantità di alcol. Qui rivolgo un invito ai giovani per una riflessione seria e coscienziosa. Oltre che sopportare le noiose prediche di chi crede di saperne di più, documentatevi, informatevi su benefici o danni che può provocare l’alcol etilico soprattutto se sposato con altra roba. Oggi i supporti tecnologici mettono a disposizione opportunità per conoscere, sapere e poter fare, quindi, le proprie scelte in maniera consapevole. Agli altri dico che, come sempre, l’equilibrio e una corretta valutazione del proprio stato e delle abitudini, ci può autorizzare a non penalizzare il palato. Il vecchio detto “chi beve birra campa cent’anni” sicuramente non aveva alle spalle studi rilevanti ma valutazioni legate al buon senso, quindi se bagnarsi solo la gola o rispettare quelle quantità indicate dallo studio lo valuterà ognuno di noi. Poi se malgrado le accortezze ci verrà comunque una encefalopatia degenerativa, pazienza non ricorderemo in nome del vino ma avremo un sorriso di allegria sul volto.

 

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