Nel mio piatto, lo studio PURE, quali cambiamenti ha portato?

Il titolo e l’articolo ANSA che sotto riporto da cui prendo spunto:

Il rischio per il cuore arriva dai carboidrati e non dai grassi

Sono stati presentati i risultati dello studio PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology), condotto dall’Università di Hamilton, in Ontario, al Convegno di Cardiologia di Barcellona e pubblicati su Lancet. La riduzione dei grassi, secondo Mahshid Dehghan, ricercatrice del Population Health Research Institute della McMaster University, ”non migliorerebbe la salute delle persone”. I vantaggi arriverebbero invece riducendo i glucidi, cioè in sostanza i carboidrati sotto il 60 per cento dell’energia totale, ”e aumentando l’assunzione di grassi totali fino al 35 per cento”. Nello studio prospettico epidemiologico dimostrano che e’ l’elevata assunzione di carboidrati a determinare un maggior rischio di mortalita’ cardiovascolare. L’assunzione di grassi, secondo i risultati presentati, è invece, a sorpresa, associata a minori rischi.

A me viene da dire … tanto rumore per nulla … Già abbiamo scritto nel blog di questo studio, ma vorrei riprendere il discorso in maniera pratica, rispetto a ciò che è stato detto al convegno e amplificato sui media e giornali. Cioè, come mi devo comportare a tavola, cosa scelgo, carne o pasta? Cosa significa introdurre carboidrati sotto il 60% dell’energia totale e assumere grassi totali fino al 35%? Ipotizziamo che il mio fabbisogno calorico giornaliero per età, sesso, attività lavorativa e fisica sia di 2000 kcal/giorno. I LARN (livelli di assunzione raccomandati di energia e nutrienti nazionali) consigliano che di queste 2000 kcal bisogna suddividerli in grassi o lipidi (di origine animale e vegetali) circa il 25-30%; in carboidrati circa il 55-60% e proteine (animale e vegetali) circa il 10-15%. Quale cambiamento nell’alimentazione quotidiana se cambiamo i rapporti sopra menzionati e teniamo conto dello studio PURE? Cioè nel piatto cosa è cambiato? Ebbene, la differenza consiste in gr. 10 di olio extra vergine di oliva in più al giorno, cioè due cucchiaini; e se prima con 2000 kcal mangiavo 100 gr. di pasta ora ne mangio gr. 80! Oppure se voglio mantenere il mio piatto di pasta, riduco di gr. 200/300 gr. di frutta al giorno, tenendo presente che con questo apporto calorico la quota che rimane costante è di gr. 400/500 al giorno, che direi alquanto soddisfacente come quantità per soddisfarne il fabbisogno. Questo significa che non rinuncio alla frutta anche perché è ricca in vitamine e antiossidanti, ricca in fibre che insieme a quelle delle verdure, sono davvero molto importanti per il benessere del nostro intestino. E infine per completare il quadro d’insieme, l’apporto proteico, rimane sostanzialmente lo stesso se non per l’aumento direi irrisorio di gr. 10 di carne che può essere di pollo, tacchino, vitello. Quindi, tornando al titolo dell’ansa, ma posso citare agrodolce.it col titolo: Carne e grassi dannosi? Peggio i carboidrati; e ancora businessinsideritalia.it col titolo: Una nuova ricerca conferma: i grassi allungano la vita. E migliorano la memoria. E la forza. Attenzione ai carboidrati. Potrei andare avanti ancora con diversi titoli di questo tipo; immagino che scrivere in questo modo serva per farsi notare non per dare informazioni corrette … sono andata alla fonte mednews  che riporta dal Congresso Europeo di Cardiologia, Barcellona 3 settembre 2017:

LE REGOLE BASE DELLA PREVENZIONE

La migliore arma contro l’infarto e le altre malattie cardiovascolari è la prevenzione primaria.

Il rischio può essere abbassato anche di molto adottando uno stile di vita sano.

In particolare è necessario osservare le seguenti 6 norme principali.

  • non fumare
  • dieta bilanciata e ricca, con ampia varietà di cibi di origine animale e vegetale
    • ridurre il consumo di grassi, specialmente quelli saturi di origine animale e di colesterolo: in pratica significa ridurre il consumo di insaccati e formaggi e limitare il consumo di carni rosse
    • aumentare il consumo di cibi ricchi di fibre, amidi, vitamine e minerali, come frutta, verdura, legumi e cereali
    • mangiare pesce
    • limitare il consumo di sale
  • fare attività fisica adeguata
  • tenere sotto controllo il proprio peso: l’indice di massa corporea (pari al peso in Kg diviso il quadrato dell’altezza in metri) deve essere inferiore a 25 Kg/m2.
  • tenere sotto controllo il colesterolo: il valore desiderabile della colesterolemia totale è inferiore a 200 mg/dl
  • tenere sotto controllo la pressione arteriosa, sia quella sistolica (massima) sia la diastolica (minima): i valori desiderabili sono inferiori a 140 / 90 mmHg.

Da queste regole riportate mi sembra evidente che l’equilibrio e il variare ciò che mettiamo nel piatto siano il grande segreto di alimentarsi bene per stare in salute.

 

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