Allergia alimentare

Negli ultimi anni si è registrato un sensibile aumento delle allergie alimentari, con aspetti clinici molto variabili, da reazioni locali da contatto a quadri anche estremamente severi. Su quali possano essere i motivi si può solo procedere per ipotesi che spaziano dalla predisposizione genetica, all’inquinamento ambientale, al coinvolgimento del microbiota che ognuno di noi ha sia all’esterno che all’interno del corpo. Fatto sta che ai più conosciuti allergeni che l’OMS ha catalogato in otto alimenti (pesce, crostacei, latte, uovo, grano, soia, frutta secca e arachidi), soprattutto nell’area mediterranea la causa delle allergie alimentari è dovuta ad una proteina codificata con la sigla LTP (Lipid Transfer Protein). Questo allergene è presente in molti alimenti dalla frutta fresca a quella secca, dal grano ai piselli e fagioli al sedano, ai pesci ecc., questo spiega in parte il perché di reazioni ad alimenti molto diversi tra loro.Tende a concentrarsi nella parte esterna dell’alimento, quindi possibilità di reazioni da contatto e soprattutto pare che la pesca abbia la più alta concentrazione di LTP nella peluria. Le pesche nettarine ne sono esenti. A questo frutto viene addebitato l’origine della catena reattiva alla LTP. Inoltre un’altra caratteristica di questa proteina allergizzante è quella di avere una elevatissima resistenza alle alte temperature e all’azione digestiva degli enzimi gastrici. Questo ne esalta le potenzialità allergiche. E’ anche appurato che questo allergene per essere particolarmente attivo e potenzialmente pericoloso debba essere sostenuto da un qualcosa (farmaci, alcol) che ne aumenti la velocità di assorbimento. Ma questa proteina qualcosa di utile ce l’ha. Si, per l’alimento che la contiene svolge un compito fondamentale nel proteggerlo dall’azione dei parassiti. Pertanto chi sviluppa reazioni allergiche da contatto (cavo orale, mani), anche non imponenti, senza aspettare un’anafilassi che può essere drammatica e soprattutto senza auto prescriversi esami di laboratorio suggeriti da chi già ci è passato, si affidi ad un allergologo.

 

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