Lasciare andare

Si cambia casa e il trasloco è cominciato. Mio marito ed io siamo tra scatole, scatoloni e polvere, tanta polvere. Abbiamo cominciato dalla soffitta. E a turno, è cominciato come un mantra: questo lo tengo, questo lo voglio tenere, non posso fare a meno di questo … lasciare andare le cose che sentiamo ci appartengono è proprio difficile. Dentro casa abbiamo davvero tanti oggetti, accumulati in una vita in comune, ma dove andiamo ad abitare non c’è spazio per tutto ciò che ci appartiene, quindi davvero siamo costretti a fare delle scelte. Pochi gli oggetti che ci siamo comperati, tanti invece gli oggetti regalati da persone amiche e da  conoscenti. Oggetti che ci sono arrivati per riconoscenza, persone che in viaggio si sono presi la cura di acquistare qualcosa e si sono presentate con un “pensiero” appositamente per noi. Come lasciare andare tutto questo? Naturalmente non per l’oggetto in se stesso, è ovvio, ma soprattutto per quello che rappresenta e per chi impersona. Oggetti che servono per abbellire, per impreziosire vetrine e scaffali e che sono belli da vedere. Quella piccola scultura regalata da un’amica al mio compleanno; il portafiori in vetro di Murano che una paziente al rientro da un viaggio mi ha portato; un servizio da tè in ceramica che sta in vetrina, mai utilizzato, che è stato regalato a mio marito. Potrei andare avanti così per molto … cose, oggetti di per sé insignificanti che hanno un valore perché dietro ad essi ci sono persone che hanno dedicato tempo e anche denaro per poterci in qualche modo dare un riconoscimento, per farci sapere che tenevano a noi, un modo per ringraziarci di essere presenti nella loro vita. Oggetti che sono belli, eleganti e mi descrivono e ricordano persone che me li hanno donati. Mi ricordano il tempo che è servito nel fare questi oggetti, tempo che è servito per sceglierli e tempo per la premura di portarli a me, a noi. Sono la prova tangibile dell’attenzione e della premura che tante persone hanno avuto nei miei/nostri riguardi ed io provo affetto e gratitudine per la loro presenza. Eppure una cara amica di una vita, presente in tante ricorrenze proprio con oggetti che ho dentro casa mi ha fatto notare che è ora di lasciare andare questi oggetti, che oggi non sono più così importanti. E come già in altre occasioni, riconosco che ha ragione, la vera complicazione è il mio attaccamento a queste cose che poi è attaccamento al momento in cui mi sono stati donati. Affetto, riconoscimento, premura che questi oggetti rappresentano e che me li fanno tenere stretti, come se averli davanti costantemente mi facessero ricordare queste emozioni. Ma davvero ho bisogno di questi oggetti per sapere di essere amata, riconosciuta? Alle labbra mi sale forte un NO secco e allora? Posso lasciarli andare! Questi oggetti sono stati utili in un determinato momento della mia vita, ora non lo sono più, il loro momento è passato, quel tempo posso lasciarmelo alle spalle e lasciare andare anche questi oggetti e a questo pensiero sento dentro di me come un sollievo ed un alleggerimento: non li devo più custodire! E non dipende da me, non ho spazio: non posso davvero portarli con me. Del resto quelle emozioni, quei sentimenti che questi oggetti rappresentano hanno uno spazio dentro di me, nel mio cuore che mi nutrono e aiutano a restituire ad altri ciò che ho ricevuto, e questo mi riempie di gioia e gratitudine. Sono pronta, posso lasciare andare questi oggetti accumulati in una vita per lasciare spazio a cose nuove e a nuove emozioni.

 

 

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