Dalla Carenza alla Scomparsa

La storia sul destino della medicina del territorio e di riflesso del MMG è stata scritta molti anni fa. L’autore (il potere politico) è stato lasciato libero di fare e disfare a suo piacimento, con stanziamenti costantemente al ribasso, tagli alla cieca e malgrado l’indegno ricatto e sfruttamento del personale, inevitabili gravi ricadute sui servizi ai pazienti. Una costante e lenta distruzione del SSN senza che nessuno, sindacati, ordini, rappresentanze varie e cittadini facessero sentire realmente la loro voce. Oggi fra le varie pessime previsioni fa spesso passerella quella che vede nei prossimi anni l’importante riduzione del numero dei MMG per carenza di rimpiazzi. E qualcuno si meraviglia pure e si domanda il perché? E anziché riflettere sul perché di una tale situazione si avanzano soluzioni semplicemente deliranti. Ho esercitato per quasi sette lustri questa professione e avendone vissuto il lento ma costante declino oggi non consiglierei ad un giovane medico di intraprenderne il cammino. Giuridicamente un equivoco. Parasubordinato. Un pessimo incrocio tra attività dipendente e libero professionale. Possibilità di carriera, zero. Carriera intesa come riconoscimento, anche economico, all’impegno, alla qualità del servizio fornito, certificato anche dal paziente oltre che dalla ASL di appartenenza. Attività frenata da burocrazia e vincoli legislativi dove a scienza e coscienza devi anteporre norme e codici. Una retribuzione legata principalmente al numero dei pazienti (quantità e non qualità) e, almeno fino a quando esercitavo, un aggrovigliato meccanismo di incentivi (indecorosi) per pazienti oltre una certa età e per la campagna vaccinale antinfluenzale. Da nord a sud stesso compenso. Aggiungo che il triennio formativo del MMG non è equiparato economicamente ai corsi di specializzazione. Questa breve riflessione è sufficiente per giustificare la perplessità nel leggere di iniziative tra ENPAM e conferenza Regioni per trovare rimedi alla prossima carenza di MMG. Finalmente l’Ente ha risolto l’equazione pochi MMG uguale sofferenza per la Cassa, e come Ente di previdenza e non di beneficenza data la solidità della Fondazione dovrebbe percorrere la via politica con il randello in mano non con il libretto di assegni aperto. La barca della Sanità intera e della medicina del territorio in particolare è ad un passo dall’affondamento. Se non vogliamo essere tutti colpevoli di un tale disastro, ognuno per le proprie possibilità agisca in maniera tale da scuotere o forse meglio rimuovere l’attuale classe politica.

 

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