Natale e Capodanno feste di tavola

Giriamola come la si voglia, il piacere dei regali, il luccichio degli alberi, la poesia del presepe, ma le ricorrenze alla fine si realizzano a tavola. Il cenone. Già la parola incute ansia, le portate non si contano, le specialità primeggiano, i dolci fanno da cornice, vini, spumanti, liquori e digestivi pronti ad annaffiare l’invasione calorica. Il fegato sa che saranno giorni duri, si prepara all’impatto di zuccheri, proteine e grassi e spera nell’aiuto fondamentale dell’apparato muscolare per smaltire l’overdose nutrizionale. L’intestino viene allertato per qualche eventuale salutare diarrea, i reni richiamano i nefroni in riposo pronti a filtrare la valanga di liquidi in arrivo e smaltire più scorie possibili. Il cervello è in fibrillazione, gli stimoli visivi e palatali scatenano pulsioni che lui stenta a controllare, le provocazioni sono tante i fronti da arginare sono superiori alle capacità di difesa. Se al cenone della Vigilia aggiungiamo il pranzo di Natale e dopo pochi giorni si replica per capodanno, se malgrado questa superalimentazione invece di restare “secchi” sopravviviamo solo con qualche chilo in più, dobbiamo proprio ringraziare questa meravigliosa macchina custodita da un involucro di pelle. Per non parlare che la maggior parte dei commensali qualche piccolo problema lo ha. La maggioranza dei combattenti sicuramente è armato di diabete, seguito da eserciti di ipertesi, assistiti da ipercolesterolemici e ipertrigliceridemici. In retrovia stanno i cardiopatici. Macchine usurate da anni da queste malattie che nell’arco di una settimana devono affrontare quattro giornate campali. Ma le feste sono feste. Bisogna partecipare e godere. Certo un po’ più d’attenzione non farebbe male, evitare gli eccessi concedendosi l’assaggio, aumentare il movimento per bruciare calorie tramite il sistema muscolare, e soprattutto tra le due festività se non proprio digiuno alimentazione ad indirizzo depurativo. E … passate le feste non corriamo al laboratorio di analisi per confermare i danni che ci siamo inflitti, torniamo all’alimentazione che più si adatta al proprio fabbisogno. Pasqua è dietro l’angolo, quindi una salutare dieta. Ma non quella di un mio conoscente: “ Io seguo sempre la dieta ecclesiastica! Mangio ogni ben di Dio e spero nel miracolo”.

 

 

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