Colesterolo

Come ormai è ben appurato, il colesterolo rappresenta uno dei fattori di rischio più rilevanti nello sviluppo dell’aterosclerosi e di conseguenza delle patologie correlate in particolare ictus e infarto del miocardio. Negli ultimi decenni gli studi dedicati hanno portato conoscenze e particolari sempre più dettagliati e soprattutto dal punto di vista terapeutico l’avvento e l’utilizzo delle statine, non senza qualche velo di dubbio per sospette pressioni commerciali, ha rivisitato l’impostazione terapeutica. Alle statine di pari passo si è affiancata una sostanza, ricavata dal riso rosso fermentato, la monacolina k. Dopo anni di emarginazione se non di derisione della molecola, lentamente la monacolina, che peraltro ha una stretta correlazione funzionale con la lovastatina, si è fatta apprezzare per la ormai indubbia azione e efficacia per abbassare il livello di colesterolo. In associazione con altre sostanze come coenzima Q10, vitamina PP, acido folico ecc. per potenziarne l’azione, la monacolina k è diventata oggetto di attenti studi e valutazione. Di recente ne è stato reso noto uno di particolare interesse. E’ stato rilevato che la monacolina k associata al Bifidobacterium longum BB536, aumenta la sua azione nell’abbassare il colesterolo. L’azione del probiotico si esplica nell’alterare la struttura dei sali biliari, fondamentali nel meccanismo dell’assorbimento del colesterolo esogeno cioè di origine alimentare, la produzione di acidi grassi a corta catena e un probabile assorbimento del colesterolo da parte della parete batterica. Mentre la monacolina esplica la sua azione a livello epatico riducendone la sintesi endogena. In termini di risultati, lo studio riporta un 17% in meno per la colesterolemia totale e del 26% per il colesterolo LDL, quindi valori significativi. Ancora una volta il microbiota intestinale assume un posto di rilievo nel complesso sistema di attività che mirano alla protezione e mantenimento della salute del nostro organismo. In considerazione dell’elevata diffusione della patologia legata alla alterazione del quadro lipidico e relative complicanze, i risultati di questo studio assumono una rilevante importanza. Adesso in fila in farmacia, ma un occhio sempre alla tavola.

 

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