Aspirina (1a parte)

Tralasciando l’uso occasionale come per un evento febbrile, l’aspirina presa in maniera continuativa ed a determinati dosaggi, fa bene, fa male? Le voci spaziano dalla protezione da gravi eventi vascolari fino alle forme tumorali, restando nell’ambito di questi argomenti vediamo di posizionare qualche dato certo. Intanto il nome “aspirin” fu ideato dalla Bayer per commercializzare il prodotto quando venne prodotto per via sintetica e se il nome chimico è un po’ complesso, nel parlare comune con acido acetilsalicilico o ASA si identifica la sostanza. Negli anni gli studi hanno confermato che tra le varie azioni, l’attività svolta sulle piastrine, riducendone l’aggregabilità, rappresenta una indiscussa azione protettiva su gravi accidenti su base vascolare come infarto del miocardio o ictus. A questo si contrappone la possibilità di comparsa di complicanze su base emorragica soprattutto a carico dell’apparato digerente. Mettendo sulla bilancia le due variabili benefici/complicanze, la scienza è totalmente concorde nel somministrare l’ASA in prevenzione secondaria (cioè dopo che si è verificato un evento vascolare), perché recidive e mortalità si riducono significativamente, lo è un po’ meno nel proporre il prodotto in prevenzione primaria. E benché le indicazioni orientino verso un utilizzo dell’aspirina anche prima di un grave evento, si aspettano ulteriori conferme da studi già da tempo in corso. La logica porta alla propensione dell’utilizzo dell’aspirina prima dell’arrivo di un serio problema ischemico, perché se fa bene dopo non è comprensibile perché non debba fare bene anche prima. Riflessione ineccepibile, se poi aggiungiamo che anche su alcune forme tumorali l’ASA ne riduce la frequenza, allora perché non assumerla? L’ASA svolge un potente azione antinfiammatoria e oggi è accettata la condizione che l’infiammazione sia un terreno predisponente o facilitante l’innesco di fattori che favoriscono lo sviluppo di tumori. In particolare quelli di derivazione ghiandolare come quelli del colon, del fegato e del polmone. Ora per non annoiare qui mi fermo, e prima di correre in farmacia o prendere decisioni affrettate aspettate di leggere la seconda parte.

 

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