Antibiotico – resistenza

Ogni tanto si affaccia su qualche rivista scientifica l’argomento dell’antibiotico resistenza, problema estremamente rilevante sia in ambiente extra ma soprattutto intra ospedaliero. A mio parere, la serietà dell’argomento meriterebbe una attenzione molto maggiore, con iniziative divulgative e di conoscenza da portare in ambito extra sanitario. Fino a quando se ne parla occasionalmente, nel ristretto ambito scientifico, sperare in una controtendenza del fenomeno è assolutamente utopistico. Riportare esclusivamente dati statistici, come le differenze che collocano il nostro Paese in grave ritardo rispetto all’Europa, con un consumo triplo di antibiotici rispetto all’Olanda, non porta da nessuna parte. Come pure dare semplicisticamente la croce sia ai MMG che agli ospedalieri che utilizzano il doppio di antibiotici della media di altri Paesi, è una sterile osservazione. Per tentare di arginare l’utilizzo esagerato di antibiotici e quindi molto spesso inopportuno, vanno coinvolti oltre i medici, anche la popolazione e soprattutto i farmacisti. La gente va informata, sia nell’ambulatorio del medico, con argomenti sensati e non con le limitazioni prescrittive indotte dalla ASL, sia attraverso la TV con incontri e dibattiti dedicati, in maniera semplice ma decisa e non in modo occasionale. Nelle scuole può essere condotta una istruzione anche più approfondita. I farmacisti devono svolgere un ruolo di estrema importanza, liberando la parte tecnico professionale a scapito dell’aspetto strettamente commerciale. Può capitare, ad esempio, che il professionista anticipi, per una serie di motivi, un antibiotico, magari riconoscendo il costo sostenuto alla consegna della prescrizione. E il MMG anche lui per una serie di motivi, asseconda la richiesta prescrittiva del paziente. Resta il fatto che la disinformazione porta spesso il paziente ad un utilizzo improprio di antibiotici sia per la sfera respiratoria e ancor più grave il ricorso a farmaci di maggior spessore per qualche fastidio dell’apparato urinario. Se il fenomeno dell’antibiotico resistenza, registra in Italia una crescita significativa, è ora che il Ministero sia stimolo e coordinatore di iniziative che portino ad aggredire il problema su più fronti. Se continuiamo a lanciare periodicamente un allarme per poi lasciarlo cadere nel dimenticatoio, sarebbe sconfortante oltre che estremamente allarmante leggere un antibiogramma che non è in grado di indicare una terapia.

 

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