Ma come siamo fatti?

Sicuramente ognuno di noi si sarà posto la domanda di come sia possibile che in caso di malattia ad andamento epidemico, come può essere l’influenza stagionale, molti si ammalano ma molti altri no. La risposta più semplice è che ogni individuo è diverso dall’altro, ma diverso in cosa? Non c’entra di certo l’aspetto fisico, magro, grasso, alto o basso, riguarda qualcosa che non solo non si vede, ma della quale si conosce poco o nulla. In maniera molto sintetica la scienza suggerisce che i meccanismi di difesa, in spiccioli il sistema immunitario, sia più efficiente in alcuni e meno in altri. A questo punto andrebbe posta alla “scienza” la domanda successiva, e cioè da cosa può dipendere questa differente capacità protettiva, soprattutto in considerazione che uno stesso individuo a volte ammala, altre no ? Qui risposte certificabili non se ne hanno, possono essere avanzate ipotesi più o meno convincenti. Ma riallacciandosi alla considerazione che i meccanismi di difesa di cui ognuno dispone, svolgono un ruolo primario nel differenziare la risposta clinica, non sarà che l’individuo a volte in modo ciclico ma talvolta in maniera più accentuata si allontani dalle “linee guida” che ci fornisce Madre Natura per seguire quelle che ci offre quotidianamente “madre Progresso”? Cioè, quanto può influenzare negativamente la nostra chimica interna e quindi il nostro sistema immunitario, un complesso di fattori nocivi, costruiti dall’individuo stesso? Pensiamo all’inquinamento ambientale e di conseguenza a quello alimentare aggravato dal disordine nutrizionale, alla tecnologia che ci sottrae spazi e tempi al movimento, per non parlare della chimica farmacologica della quale non riusciamo più a farne a meno. Ci siamo dimenticati e allontanati dalla Natura, sopprimiamo con ogni mezzo segnali che il nostro corpo ci invia, per ritrovarci poi con guai peggiori, abbiamo abolito dalla nostra quotidianità la prima medicina per il nostro benessere, la corretta alimentazione e dire che qualche anno fa un tale di nome Ippocrate sosteneva che le malattie originano nell’intestino, ma oggi lo ricordiamo solo per il “Giuramento”. Concludo con la riflessione che malgrado tutti i tentativi che giornalmente facciamo per ucciderci, riusciamo a non morire. Perché fortunatamente siamo fatti bene.

 

 

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