Ipertensione Arteriosa

Ritorno su un argomento di largo interesse per la diffusione che ha l’ipertensione arteriosa. Più che malattia a se stante, la colloco come un sintomo di quadri clinici sicuramente più articolati. L’ipertensione nel pensiero comune del paziente genera ansie, paure, certezze. Ansie perché è qualcosa di non tangibile, l’ipertensione è subdola, i danni li sviluppa lavorando per anni sotto traccia. Paure perché malgrado l’attenzione che le si presta, i valori non sono mai gli stessi, come mai? Certezze perché, anche se fortunatamente pochi, alcuni ritengono di conoscerne la genesi e l’andamento e di essere pronti a controllarla. In questi casi sarebbe più corretto parlare di pazienti con la “presunzione arteriosa”. La larga diffusione, inoltre, degli apparecchi per l’autocontrollo ha generato plotoni di esperti sull’argomento. Sono stato sempre un fautore dell’autocontrollo pressorio, cercando di informare il più possibile il paziente sulla bontà degli apparecchi elettronici e di privilegiarli rispetto agli sfigmo ad aria o mercurio, solo per la semplicità di utilizzo. Ho informato sulla variabilità dei valori che anche per influenze ormonali legate al ciclo circadiano, contrariamente alle aspettative, al mattino possono rilevarsi un po’ più alti. Con piacere leggo che uno studio su circa 1000 paziente ha confermato che l’automisurazione, in ambiente familiare e tranquillo, è più affidabile della misurazione nell’ambulatorio, probabilmente per la mancanza dell’effetto “camice bianco”. Lo studio propone che la metodica dell’autocontrollo sia introdotta nella pratica clinica come già avviene in Canada. Come ho detto, sono favorevole e ho sempre incentivato l’autocontrollo pressorio, l’importante informare accuratamente il paziente sulla parte tecnica, posizione da tenere, disposizione del braccio e soprattutto porre attenzione alla vicinanza di apparecchiature che possono disturbare lo sfigmo elettronico. Perché questo è, secondo me, l’aspetto più delicato. In ambiente domestico le interferenze sullo sfigmo possono essere prodotte da apparecchi di larga presenza. Televisore (magnete degli altoparlanti), telefonini, e tutto quello che può generare campi magnetici. Ma basta pensarci, tenere lo sfigmo a una congrua distanza da questi supporti è sufficiente. E dopo, riportare i valori su un diario per farli consultare e chiedere eventuali chiarimenti al proprio medico. E mai sostituirsi a lui.

 

 

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