Influenza Intestinale

Nelle ultime settimane mi è capitato di sentire alcuni pazienti accomunati da un quadro che quasi tutti hanno etichettato come “influenza intestinale”. La denominazione comune deriva dal fatto che i disturbi, peraltro modesti, si localizzano prevalentemente a livello intestinale, con alcuni giorni di alterazione della funzionalità dell’apparato digerente. Flatulenza, aumento del numero delle evacuazioni, alterata consistenza fecale. La fantasiosa definizione farebbe pensare a qualcosa di particolare legato alla stagionalità, invece siamo in presenza degli ultimi colpi di coda di virus soprattutto di tipo influenzale. Questa tipologia di microrganismo predilige l’ambiente intestinale per riprodursi e invadere l’organismo, tanto che quasi sempre le forme influenzali tipiche, sono precedute da disturbi più o meno importanti a carico dell’apparato digerente. In questo periodo i sintomi sono meno intensi, con scarso o nullo rialzo termico ma fastidiosi disturbi intestinali. Probabilmente la modestia del quadro generale è legato al fatto che ognuno di noi nell’arco del periodo invernale è entrato in contatto con le specie virali responsabili della malattia stagionale, ma ha sviluppato una più o meno marcata risposta immunitaria. Una vaccinazione naturale che limita enormemente per non dire elimina l’aggressività dei microrganismi. L’esperienza acquisita in tanti anni di attività mi permette di collocare queste modeste forme morbose come ultime aggressioni degli enterovirus influenzali. Ma quando mi colpisce il disturbo come devo comportarmi? Quasi sempre la fa da padrone l’automedicazione, il passaparola con chi già è incappato nel disturbo e molto spesso si esagera con gli interventi terapeutici per risolvere il quadro. Cerco di essere il più chiaro possibile. Quasi sempre queste forme enteriche non necessitano di trattamenti farmacologici bruschi e importanti. I disinfettanti intestinali sono inutili se non dannosi, allo stesso modo gli astringenti vanno limitati a casi specifici. E’ sufficiente una attenzione alimentare per alcuni giorni, con limitazione o eliminazione di alimenti che possano fermentare facilmente o che impegnino l’apparato ad una digestione laboriosa. Qualora ci fosse anche il vomito la priorità è la reidratazione del soggetto. L’accortezza di bere a piccoli sorsi (un cucchiaio di liquido ogni 5-10 minuti), bevande addizionate con sali minerali è quasi sempre sufficiente ad apportare i liquidi necessari. E’ consigliabile il ricorso a preparati che ripristino la flora intestinale i cosiddetti fermenti lattici, e qui messa da parte la pubblicità è opportuno prendere consigli da chi conosce un po’ il complesso mondo del microbiota intestinale. L’improvvisazione fa parte del passato.

 

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