Colesterolo, questo sconosciuto

Medico o paziente, ognuno su questo argomento ha le sue, più o meno corrette, idee e conoscenze. Sradicare preconcetti o certezze di conoscenza è una impresa che non vale nemmeno intraprendere. Non avendo interessi che possono influenzare la mia posizione, espongo la mia opinione così do’ una mano alla confusione collettiva. Tralascio la parte clinica, come, quando e perché trattare farmacologicamente una colesterolemia (normo-iper), per discutere dell’uso dei farmaci, di sintesi o naturali per controllare il livello ematico di colesterolo. Per essere preciso, le statine e i componenti del riso rosso fermentato. Quando circa venti anni fa apparvero i primi antagonisti alle tanto chiacchierate statine, la stessa informazione delle aziende produttrici, carente, di parte e la mancanza di studi adeguati, avendo etichettato questi prodotti come non di sintesi ma naturali, erano di fatto automaticamente innocui. Da una parte, l’industria farmaceutica tradizionale, nel giro di pochi anni sfornò simvastatina, atorvastatina, cerivastatina (poi ritirata), lovastatina, pravastatina, e dimenandosi tra dosaggi differenti, manovre poco scientifiche e più commerciali, con studi più o meno di parte, l’informazione medico scientifica soffocava i tentativi di chi proponeva la terapia naturale. E questi ultimi, evidenziando quasi esclusivamente gli effetti indesiderati delle statine, man mano che raccoglievano i risultati della buona efficacia dei loro prodotti nel controllare l’aumento del colesterolo, evidenziavano esclusivamente che i prodotti “naturali” erano una valida alternativa alle statine e più che sottinteso senza i loro effetti indesiderati. Tutt’ora questo concetto trova nutriti sostenitori. Ma come si dice in genere, il tempo è galantuomo, per cui gli approfondimenti e i dati epidemiologici raccolti in anni di studi sia sulle statine che sul riso rosso fermentato e soprattutto la possibilità di cercare e confrontare le informazioni, hanno permesso di togliere dei veli e conoscere meglio gli uni e gli altri. Una curiosità. Tra le statine, la lovastatina è quella che commercialmente ha avuto minore successo, il riso rosso gli è stretto parente. Alla prossima gli approfondimenti.

 

 

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