Un semaforo in etichetta!?

L’etichetta è la carta di identità di un prodotto. In essa troviamo diverse informazioni, per citarne alcune: il nome del produttore, la provenienza, l’elenco degli ingredienti, la modalità d’uso e di conservazione, le indicazioni nutrizionali, la scadenza. A questo e altro ancora che le aziende hanno il dovere di scrivere, è stato elaborato un “semaforo” da inserire in etichetta con lo scopo di facilitare ulteriormente la comprensione del consumatore sulle caratteristiche nutrizionali del prodotto, per una alimentazione equilibrata. Il ROSSO indica un alimento da assumere con moderazione, l’ARANCIONE invita a consumare il prodotto senza esagerare, il VERDE indica un cibo sano. Il semaforo in etichetta, chiamato NUTRI-SCORE, è stato accolto favorevolmente dall’OMS e in alcuni Paesi europei è stato introdotto da diverso tempo come in Inghilterra, in Belgio, in Spagna e da poco anche in Francia. In Italia la discussione, tra favorevoli e contrari è ancora in pieno svolgimento ed è piuttosto vivace per diversi motivi:

  • Non fa differenza tra i diversi tipi di prodotti e si basa su un consumo fissato in modo standard di 100 grammi. In questo modo possiamo trovare il semaforo rosso sull’etichetta dell’olio extra vergine di oliva come se fosse una “bibita” e non un condimento quale è (chi mai consumerebbe g 100 di olio?).
  • Troviamo con il bollino rosso la coca-cola come il prosciutto di Parma. Il primo per la presenza di zuccheri, il secondo per la presenza di sodio e di grassi saturi.
  • Può creare paradossi come ad esempio alcune bevande gassate dietetiche possono apparire più sane del latte.
  • Può indurre il consumatore a farsi condizionare, perché l’utilizzo del semaforo rosso che significa “stop” è facile che lo possa associare all’imperativo “non comperare!”

Quindi inserire questo semaforo in etichetta può aumentare la comprensione o confonde il consumatore? Forse il consumatore è più informato e attento di quanto si possa credere o no? Mi auguro che istituzioni come il CREA-NUT (già INRAN, Istituto Nazionale della Nutrizione) preposto a dare linee guida per una sana alimentazione nella popolazione italiana, faccia sapere se inserire un semaforo in etichetta possa davvero prevenire e/o migliorare la salute in chi ne segue le indicazioni. Qualche perplessità però mi sorge. Voi che ne pensate?

 

Comments

  1. D.Donia

    Condivido pienamente le riflessioni e le perplessità sul tema.
    Per avere in etichetta trasparenza e tracciabilità dei prodotti destinati al consumo umano abbiamo dovuto aspettare decenni.
    La globalizzazione e l’unione europea stanno fortemente penalizzando le eccellenze italiane, soprattutto in ambito agro-alimentare.
    Per il semaforo in etichetta dobbiamo sperare che l’ attesa sia più lunga, almeno per consentire agli addetti ai lavori la giusta riflessione prima di legiferare.

    1. Post
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      new-opinion

      Sono d’accordo nel dare tempo agli addetti ai lavori di riflettere prima di legiferare, speriamo però che non lascino passare anni prima di dare una risposta concreta. Spesso, ho l’impressione che nel nostro Paese la miglior risposta sia non decidere! Invece abbiamo bisogno di risposte chiare in un tempo relativamente breve. Per rispetto nei confronti dei cittadini, innanzitutto, e per dare una attenzione particolare al settore agro-alimentare italiano che ha bisogno di molto più sostegno proprio per le sue eccellenze. Italia, Paese della Dieta Mediterranea, Patrimonio Immateriale dell’Umanità! Dove sei?

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