Intestino e Malattie

Qualche anno fa un tale, praticante la Medicina, sentenziò che tutte le malattie iniziavano nell’intestino. Da dove gli fosse venuta quella convinzione è un bell’interrogativo, visto che svolgeva la professione senza supporto di TAC, RM, ECG, ESAMI DEL SANGUE, sostituendo lo stetoscopio con l’osservazione e lo sfigmo con l’intuito. Le ricette, se mai le facesse, le firmava come “Ippocrate” e non specificava nemmeno a quale Albo fosse iscritto. A distanza di qualche decennio la scienza medica moderna sta gradualmente confermando che in effetti l’intestino mette lo zampino in tantissime malattie, in maniera talvolta positiva ma altre volte in negativo. Malattie rilevanti come quelle cardiovascolari, metaboliche, neurodegenerative, allergiche, neoplastiche e altre in un modo o nell’altro hanno nell’intestino un referente di primaria importanza. Pare che in questo lungo tubo trovano rifugio tra 1,5 e 2 kg di microrganismi, batteri, virus, funghi, che hanno una loro vita metabolica, un loro DNA che inevitabilmente si incontrano col nostro DNA e il nostro metabolismo. Considerato l’elevatissimo numero di questi elementi cellulari, molti di più di tutte le cellule che compongono un organismo, è più probabile che siano loro ad influenzare noi. Una vita invisibile che interferisce senza sosta con la nostra vita, un equilibrio fragile che se alterato si manifesta con fastidi, disturbi o quadri morbosi più o meno gravi, un equilibrio che frequentemente alteriamo con una alimentazione inappropriata o l’uso disinvolto di farmaci. Prendiamo ad esempio uno sportivo che per incrementare la capacità prestazionale decide di assumere una supplementazione di Carnitina per integrare quella che normalmente viene fornita dal consumo di carni rosse. Da alcuni anni arrivano conferme di una stretta correlazione tra eccesso di carnitina e aumento di malattie cardiovascolari. L’intestino, o meglio alcuni microrganismi presenti nel lume, dal metabolismo della carnitina producono TMA (trimetilammina), che a sua volta per l’azione di enzimi epatici viene ossidata in TMAO (trimetilammina-n-ossido). Questa sostanza aumenta il colesterolo in cellule che si depositano sulle arterie. Più studi retroattivi hanno confermato che I’aumento della TMAO è altamente predittivo di eventi CV maggiori. E che dire dei batteri che, sempre nell’intestino, producono la beta amiloide, la sostanza attualmente indiziata di provocare Alzheimer e Parkison. Ma quest’intestino è proprio un bel caos ? Non proprio, dal mantenimento dell’equilibrio di questo ambiente chiamato microbiota si può tracimare nel quadro morboso o dormire tra due guanciali. Ci ritornerò.

 

 

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