Cosa fare?

Chi ha seri problemi di salute, vede l’arrivo della stagione fredda come un evento esclusivamente negativo. L’inverno è percepito come la stagione delle malattie, dove specie le basse temperature e le piogge rappresentano per il nostro organismo un terribile nemico. Ci dimentichiamo che in estate per motivi opposti si vivono le stesse ansie. Ansie che vanno messe da parte, perché affrontate con le dovute attenzioni, le potenziali pericolosità delle stagioni vengono contenute. E’ risaputo che il freddo è una sollecitazione per le vie aeree, alte e basse, così come esso interferisce sulla pressione arteriosa favorendone il rialzo, inoltre stimola il metabolismo per il mantenimento della temperatura corporea. I portatori di patologie respiratorie importanti devono in tutti modi evitare o almeno contenere l’esposizione del proprio organismo ai microorganismi sia virali che batterici, ridurre quindi il rischio di infezioni respiratorie che una volta acquisite creano comunque un ulteriore disturbo alla malattia di base. Il ricorso quindi ad interventi di tipo protettivo è più che consigliato. Dalla vaccinazione antinfluenzale, all’utilizzo di principi che hanno una azione di stimolo sul sistema immunitario, ad una rigorosa attenzione igienico ambientale. Quest’ultimo aspetto è spesso sottovalutato, si ha paura di aprire le finestre per cambiare l’aria perché si raffredda l’ambiente oppure l’utilizzo abnorme dei sistemi di riscaldamento, porta a temperature interne elevate, con aria secca. In ultimo, l’igiene delle mani non deve essere mai dimenticata o sottovalutata. I cardiopatici, in linea generale devono monitorare con grande attenzione la pressione arteriosa. Questo parametro è particolarmente sensibile al freddo, e specie nelle fasi di passaggio stagionale non sono infrequenti i cosiddetti sbalzi pressori. Vissuti male dal paziente che non sa come comportarsi, anzi spesso interviene arbitrariamente sulla terapia accentuando la difficoltà per un razionale controllo. Sempre in accordo col proprio curante, modificare gradualmente la terapia anche con un po’ di anticipo sulla stagione, può essere una buona strategia. Così come il l’aumento del metabolismo è un adattamento fisiologico mirato al mantenimento della temperatura corporea. E così, come madre natura ci fornisce alimenti diversi in ogni stagione, noi dobbiamo rivedere anche il nostro modo di nutrirci. Niente stravolgimenti ma una rivisitazione sul rapporto dei vari componenti nutrizionali. Quest’ultimo messaggio è importante per chi ha quadri morbosi rilevanti, ma lo è forse di più per chi è (almeno in apparenza) sano e per questo sollecita ancor più il proprio corpo con attività motorie intense.

 

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