Il mondo invisibile

Viviamo un’epoca nella quale riusciamo a non vedere molto di quello che ci circonda. Siamo preda di ritmi di vita frenetici, distratti da informazioni e pressioni che poco hanno a che vedere col benessere. Informatissimi su giga byte, memorie varie e relative espansioni, avvolti da una chimica di consumo (farmaci) alla quale ricorriamo con una rapidità impressionante per annullare il seppur minimo fastidio. Il cibo lo sprechiamo, i rifiuti li aumentiamo. Ripetiamo comportamenti con una sequenzialità da catena di montaggio, insomma guardiamo tutto quello che ci circonda ma in fondo non lo vediamo. Cosa ci sia nella nuvoletta del tubo di scarico dell’auto, o nella bistecca che mettiamo sul fuoco e tanto altro ancora, non solo non lo vediamo ma nemmeno proviamo a immaginarlo. Se qualcuno ci dicesse che continuamente siamo immersi in un mondo invisibile di “entità” che entra in simbiosi con la nostra stessa esistenza, come lo giudicheremmo? E poi, se non diamo peso a quello che guardiamo, figurarsi che attenzione possiamo volgere all’invisibile. Questo mondo invisibile che per semplicità definisco il mondo dei “microbi”, in milioni di anni ci ha portati dove siamo adesso. I “microbi”, batteri, virus, funghi, sono nati prima di noi e sin da quando è apparso “l’umano”, non ci hanno lasciato un attimo. Dall’interno e dall’esterno del nostro corpo, attraverso il lento, continuo, inarrestabile scambio di informazioni genetiche, ci ha permesso l’evoluzione fino al punto dove siamo oggi. Una selezione naturale anche severa e violenta modulata prevalentemente da pestilenze e epidemie ha permesso la sopravvivenza degli individui più forti e la continuità della specie. La potenza di questo mondo invisibile è immensa e anche se nell’ultimo secolo abbiamo provato e continuiamo a provare, senza consapevolezza, a stravolgere questo atipico equilibrio, fortunatamente non ci riusciamo. L’avvento, l’uso, l’abuso (come nel settore agroalimentare) degli antibiotici, ha sicuramente disturbato questa simbiosi, ma quando sentiamo parlare di “resistenza agli antibiotici”, significa che c’è qualcosa ben oltre il fatto clinico. E’ un mondo che negli ultimi anni ha cominciato ad essere osservato e studiato con occhio diverso. Il mondo invisibile non è necessariamente un nemico. Sforziamoci ad imparare a ”vedere”, riflettere su ciò che ci circonda, visibile o no, così rispetteremo di più questo travagliato “pianeta”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *