Eccola!

Ci siamo, si vedono già i primi casi di quel quadro che io definisco “sindrome da raffreddamento”, malessere generale, naso più o meno chiuso, tosse secca insistente, febbre poco presente. Insomma il parente povero dell’influenza stagionale che magari aspetta ancora qualche settimana per manifestarsi nella sua completa aggressività. Non per questo è, però, meno fastidiosa, ostacolando in maniera determinata lo svolgimento delle normali attività. E’ assolutamente da evitare in questa fase il ricorso, purtroppo ancora molto diffuso, all’uso dell’antibiotico, inteso da molti come il toccasana per tutte le malattie di origine infettiva. Qui si parla di infezioni virali, e al di là di poco frequenti sovra infezioni batteriche, il ricorso ai farmaci deve essere limitato e allo stesso tempo oculato. Questi malanni stagionali così come vengono, vanno via. Tuttavia non si esclude l’utilizzo di sostanze che possano alleviare i sintomi più fastidiosi. Il nostro organismo ha i mezzi per difendersi, intralciarne l’attuazione con l’assunzione scriteriata di medicine quasi sempre ne ritarda la guarigione. I messaggi pubblicitari, che fanno apparire i farmaci proposti come innocui e miracolosi, vanno valutati con estrema attenzione e non è perché vengono definiti da banco ci sollevano dal rischio di possibili effetti indesiderati. Quindi più che chiedere al farmacista (che è pur sempre un commerciante), chiedete consiglio al vostro medico. O alla vostra bisnonna, che prima ancora dell’esplosione dello sviluppo farmacologico, trovava in natura rimedi dai quali traeva giovamento. La nostra bisnonna aveva sicuramente notato che mangiare noci, mandorle, fagioli, le giovavano. Sicuramente non sapeva che probabilmente presenza di zinco in questi alimenti aumentava le sue difese immunitarie. Oggi di questo minerale si conosce qualcosa in più ed è stato spiegato il meccanismo con il quale entra nell’attività immunitaria e non solo. Basse assunzioni di zinco si associano a basso colesterolo HDL (quello buono), a ridotta attività di ormoni come quelli tiroidei o l’insulina. E i suffumigi (fumenti) con oli balsamici? Insomma, guardiamo un po’ indietro, riscopriamo i rimedi ormai “antichi”, e come credo, la Natura ci offre molte soluzioni. Cerchiamole.

 

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