A Babbo Natale

Caro Babbo Natale, ti sembrerà strano che a scriverti non sia un bambino, ma giunto a settant’anni e dopo tutto quello che ho visto in questo Paese, credo che leggendo capirai perché ti scrivo. Stai tranquillo, non ti chiedo costruzioni, trenini elettrici o Lego, al massimo ti potrei chiedere una scorta di adesivi per la dentiera, ma se va avanti così a breve nemmeno “Lei” servirà, per cui non appesantisco la Tua slitta. In un certo senso siamo colleghi, data l’età, e non mi spiego perché dall’alto del Tuo potere, Tu non sia intervenuto per far sistemare quelle difficoltà che accompagnano le nostre giornate. Immagino che anche Tu abbia qualche acciacco e per tirare avanti debba prendere più di una medicina. Ma ti sei mai chiesto perché le compresse che ci prescrivono sono adatte a chi ha una destrezza delle mani fuori dal comune? Tonde, quadrate, rettangolari, romboidali, ovali, capsule, grandi, piccole, microscopiche, lisce, ruvide, bianche, rosa, verdi, “azzurre” e ancora, nelle boccette, nel blister di alluminio, alcuni trasparenti altri no, e non parliamo dei preparati in gocce. Io mi sono dato due spiegazioni. La prima: una compressa su due cade dalle mani, immagina lo spreco e la spesa in più se consideri quanti siamo noi vecchi. La seconda: ogni pasticca persa è un’incazzatura, così per l’ansioso che diventi, sei costretto a prendere altri farmaci. Assumere una medicina è un impegno che non aiuta di certo la pressione arteriosa. Ma chi fabbrica questi presidi ha mai pensato a chi sono dirette? Qual è la logica diabolica del fabbricante che imprigiona qualcosa di utile in questa babilonico test di destrezza? Tu sei Babbo Natale, sei magico, immortale e pertanto non sei schiavo di questi minuscoli, irriguardosi oggettini. Farli venire allo scoperto dal loro rifugio, sgusciare dal protettivo blister è una quotidiana battaglia e molti necessitano di aiuto per una procedura che dovrebbe essere di banalissima esecuzione. Qualche illuminato dirà che la varietà della forma facilita il riconoscimento, ma per questo bastava fare dischetti di dimensioni adeguate e di colore diverso. Caro Babbo Natale so che la mia richiesta ti mette in difficoltà e potrai fare poco o nulla, ma fai leggere questo sfogo a qualcuno e che si convinca a farmi trovare sotto l’albero le mie pasticche come i confetti “smarties”, sono più che certo che noi “vecchietti” ci cureremmo con maggior sapore.

 

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