Si ricomincia

 

Secondo il calendario le feste sono trascorse, secondo la dispensa tra torroni, pandoro, panettone, arriviamo a Pasqua per ricominciare con un nuovo stress metabolico-alimentare. Che fare? Prima di programmare diete ferree o verifiche ematochimiche in laboratorio, sarebbe bene sbarazzarsi di tutte le tentazioni oculo-palato-gastriche. Magari donandole a chi ha meno disponibilità. Liberata la dispensa, la corsa verso la bilancia deve essere supportata dalla serena consapevolezza di affrontare il post-tavolate a go-gò, con un programma razionale di nutrizione, associata ad una congrua attività motoria. Correre al laboratorio per verificare di quanto si è innalzato il colesterolo, su che valori viaggiano i trigliceridi, se le transaminasi hanno sbroccato, se la glicemia è fuori controllo, non è il rimedio ai danni provocati dagli eccessi. Può avere un senso se il controllo è sostenuto dalla consapevolezza che gli asterischi che contorneranno alcune risposte sono solamente il risultato di un periodo di allegra baldoria alimentare, senza scivolare nello sconforto se non addirittura nel panico. I propositi ferrei, rigidi e drastici non portano a nulla. Una riduzione equilibrata dell’apporto calorico giornaliero è la strada da seguire. Rinunce estreme semmai devono riguardare dolci, alcoolici e similari, per il resto la rimodulazione degli alimenti deve essere razionale, supportata semmai dal consiglio del professionista e non dal consiglio dall’amico di turno o dell’ultima esperienza del conoscente. Riprendere l’attività fisica se sospesa, o programmarla per chi fa della pigrizia la propria specialità. L’attività fisica porta solo benefici, ma prima di fare la scelta e intraprendere il percorso, è bene consultarsi col proprio medico. Sia per eseguire i dovuti controlli anche per attività, sulla carta considerate leggere, sia per il tipo di sport che si addice al singolo individuo. Età e patologie correlate devono essere tenute nella massima considerazione. Metabolismo, apparato osteo-articolare, apparato respiratorio e cardiovascolare, traggono dall’attività fisica il massimo del benessere, purché l’impegno, lo sforzo, la frequenza siano adatte al singolo soggetto. Quindi ai buoni propositi facciamo seguito con la buona pratica, così oltre che a farci del bene eviteremo di passare agli indumenti di taglia superiore.

 

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